Crepuscolo

Si accumula a lungo e infine tracima. La lacrima corre fino allo zigomo, si lascia cadere oltre il viso, supera il baffone bianco e in un attimo si è già schiantata sulla pagina novantotto. Proprio là dove il capitolo è terminato e l’inchiostro ha dato respiro alla carta. Tiro su col naso, sbircio appena la piccola macchia che si sta espandendo e chiudo il libro. Maledetto Haruf… Da quanto tempo non piangevo così per una storia? Verderame di Michele Mari, certo, ma sono passati diversi anni. La saggezza del mare, Bjorn Larsson. Come resistere a quelle riflessioni sulla libertà? Se ben ricordo anche qualche straordinario paragrafo di Stoner, il capolavoro di John Williams, mi aveva commosso. E poi, ovvio, Il canto della pianura. Con Kent Haruf ci ero già cascato. Ora che ci penso, a questo misantropo dal cuore di pietra non capita poi così raramente di versare qualche lacrima. Resta il fatto che l’americano, scomparso nel 2014, è forse il primo che riesca a ridurmi al bis.
Cosa si può dire di Haruf che non sia già stato ripetuto centinaia di volte? È, con ogni probabilità, l’autore più chiacchierato degli ultimi anni, in Italia. L’esempio più bello di come la qualità possa pagare. Un fenomeno sbocciato in sordina, affacciatosi in punta di piedi sull’uscio della caotica scena editoriale italiana. Con la delicatezza che la caratterizza, la contea di Holt, con i suoi abitanti, ha dapprima bussato alla porta di pochi lettori. Li ha soggiogati, li ha convinti a parlarne, a scriverne sul web. Si è creata una piccola armata pacifica e moderata che, con pazienza, ha determinato l’affermazione dello scrittore, fino a compiere un vero e proprio miracolo. Partendo sempre dal basso, da uno zoccolo duro di appassionati, Le nostre anime di notte è arrivato in cima alle classifiche dei libri più venduti nello Stivale che non legge. Alla piccola NNE è stata assegnata di diritto la bandiera di rappresentante delle piccole case editrici garanti di qualità, attenzione e grande passione. Un titolo in fondo meritato. Prendere in mano un libro di NNE regala le stesse sensazioni che si provano impugnando un volume della Biblioteca Adelphi, della collana La memoria di Sellerio, o delle Èditions de minuit. Si percepisce una sorta di compiutezza, di personalità inconfondibile. È un vero godimento acquistare questi libri, aprirli per la prima volta, ritrovare l’impaginato così ben bilanciato e gradevole. E quindi ti ringrazio anche per questo, Haruf, per aver contribuito a rendere nota questa fantastica casa editrice a un pubblico in larga parte disattento come quello italiano. Come posso renderti omaggio, dopo che su di te si è scritto tutto il possibile? In tanti hanno decantato la magia della tua scrittura, che veicola una melodia dolce e senza scosse, capace di emozionare, a tratti quasi di ipnotizzare. A quanti sarà capitato di voltare pagine su pagine senza mai distrarsi, e di scoprire infine di averne già girate un centinaio e di aver trascorso più di un paio d’ore a spostarsi lungo le strade di Holt e nelle case dei suoi abitanti? Quanti chiudendo un tuo libro avranno provato quella sensazione di essersi fatti dei nuovi amici? Amici di carta e inchiostro, ma dalla personalità così tangibile. Personaggi sfumati, eppure tanto reali, tanto simili a conoscenti incontrati chi sa quando, in passato. Sono incantesimi di cui solo i più grandi scrittori conoscono le formule. Emozioni che negli ultimi anni, forse, mi aveva trasmesso solo il già citato Stoner, con il cui autore condividi quella scrittura che, senza bisogno di sputare scintille, scava nei cuori per andare a dialogare direttamente con l’anima di noi lettori. Ma è stato tutto già detto, tutto già ampiamente scritto.
Eppure una cosa che voglio aggiungere ci sarebbe.

Crepuscolo
Crepuscolo. Kent Haruf

Ho sfogliato decine di inserti culturali dei quotidiani, di riviste settimanali e mensili, che custodisco con patologica premura. Di Benedizione si è parlato tanto, tantissimo. Che numeri che fece, e che macina ancora! Quante ristampe… Del Canto della pianura poi non ne parliamo. Fosse anche solo per quel termine, che ha prestato il nome a tutta la tua trilogia di successo. Per chi mastica libri è pressoché automatico oggi associare la parola “pianura” al tuo lavoro, alla tua poetica. Le nostre anime di notte è ormai la celebrità della tua produzione. È stato lassù, ai primi posti della classifica nazionale, per settimane. Alzi la mano chi non ha mai visto la sua copertina blu. Alzi la mano il libraio che non ne ha eretto, con orgoglio, una piletta sul banco, proprio vicino alla cassa. Sputi il rospo il libraio che non l’ha consigliato almeno una volta, o quello che non avrebbe voluto dare una pacca sulla spalla al cliente che si è aggiudicato la prima copia venduta nel proprio negozio. Eccoci, dunque. Qualcosa che mi infastidisce l’ho trovato. Perché di Crepuscolo si è parlato un poco di meno? Non che sia passato inosservato, questo no. Però è rimasto un po’ celato nell’ombra, rispetto ai fratelli. Sarà forse per quel titolo che insinua una certa inquietudine? Crepuscolo merita di essere conosciuto, cercato, richiesto e prenotato tanto quanto Benedizione, Il canto della pianura e Le nostre anime di notte. Anzi, forse ancora di più! Sono arrivato soltanto a pagina novantotto, me ne mancano ancora più di duecento al termine. Eppure sono stato già sopraffatto dalle emozioni. Quante altre lacrime mi strapperai con la tua delicata forza, Haruf? Quanto ancora riuscirai a convincermi di amare questa cittadina e i suoi abitanti così complessi nella loro semplicità? Sei un fuoriclasse, sei già un classico. Per quel che conta il parere di un vecchio scorbutico eremita, sei la rivelazione degli ultimi anni e non smetterò mai di consigliare i tuoi lavori. E ho deciso. Non appena avrò terminato Crepuscolo lo metterò in vetrina, di faccia. Tocca a lui, questa volta. Non vorrei che qualche lettore si sentisse appagato dopo aver goduto delle altre tue storie. Privandosi del terzo volume della Trilogia della pianura, rinuncerebbe non alla lettura di un libro meraviglioso, ma a un indimenticabile momento della propria vita.

Crepuscolo
Kent Haruf
NNE
9788899253295

 

 

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